Didattica/ Corso di Fotografia – Lezione 02

Reflex/ Anatomia, Accessori e Tecnologie

Vediamo di seguito le parti costitutive e le tecnologie più comuni che compongono la macchina fotografica di tipo Reflex.

  • Il Corpo Macchina
  • Il Sensore
  • Il Diaframma
  • L’Otturatore
  • L’Esposizione
  • Il Selettore ISO
  • Lo Specchio
  • Il Pentaprisma
  • Gli Obiettivi
  • Il Flash
  • Le Memorie
  • La Ghiera e le modalità di scatto
    • Manuale
    • Priorità di Tempi
    • Priorità di Apertura
    • Programm
    • Automatico
    • Le altre:
  • L’Esposimetro
    • Interno
    • Esterno
  • Il Display
  • La Slitta
  • La ghiera delle Diottrie
  • Commutatore di modo Foto/Video
  • Il Microfono
    • Interno
    • Esterno

Il principio su cu si basa la macchina fotografica è molto semplice. Data una fotocamera le parti essenziali sono un diaframma per il controllo della quantità di luce in ingresso e da un otturatore che si apre per un tempo prefissato per far passare la quantità di luce stabilita che colpirà il sensore (una volta era la pellicola). Di seguito iniziamo a conoscere i termini e i concetti necessari alla comprensione e all’uso professionale di una macchina fotografica con il seguente glossario.

IL CORPO MACCHINA

Il corpo della macchina fotografica di una reflex standard minimalista comprende varie componenti essenziali. Le varie aziende sempre in competizione nel progresso tecnologico propongono continuamente soluzioni innovative per nuovi standard di mercato per agevolare la produzione automatica o creativa di foto  con standard sempre più brillanti.

Nel tempo le parti ed il corpo della macchina fotografica è stato realizzato in vario materiale: legno, vetro, metalli come ferro o acciaio, alluminio, carbonio. Oggi spesso in plastiche e resine ultra resistenti agli urti e leggere o in carbonio.

All’interno un sensore con otturatore e diaframma, uno specchio con pentaprisma. Gli obiettivi, fissi o intercambiabili, il mirino proposto in diverse tecnologie. Sulle Reflex il telemetro permette la visione prescatto dalla stessa lente di scatto. Varie ghiere per la regolazione dell’Apertura del Diaframma, per la regolazione dei Tempi di apertura dell’Otturatore. Dalla Ghiera di regolazione dell’ISO per aumentare la sensibilità del sensore alla luce. Troviamo spesso ma non sempre anche un flash incorporato, una slitta per un flash esterno con contatti. Il vano batterie e relativa batteria, Queste possono essere ricaricabili e dotati di ricaricatore con filo a rete. Il vano memorie e relative memorie ti tipo SD o CF, o Mini SD. Il Monitor sulle più moderne è molto grande, touchscreen, orientabile e basculante, rotante e a volte ribaltabile. Spesso il corpo macchina propone una serie di tasti di manovra veloci, come la ghiera per le diottrie e per la visione degli scatti.

Sempre più modelli propongono la possibilità di ripresa video per cui possono anche presentare dei tasti specializzati per questo uso come ad esempio il commutatore di modalità foto/video. Questo questo espansione a bordo del corpo macchina possiamo trovare un foro del microfono interno, un connettore per microfono esterno. Il menù può presentare un’area dedicata alla regolazione audio.

IL SENSORE

Il sensore, è di fatto un trasduttore, ed ha il compito di catturare la luce e fissare l’immagine. Una volta era la pellicola ad avere questo compito. Il tema è di interesse notevole e determina il livello professionale della macchina fotografica. Discriminante è infatti la sua dimensione: più piccolo per le compatte e più grande ed in modo crescente per le APS-C, per le Full Frame, per quelle di Medio Formato e di Grande Formato, come vedremo più avanti.

A ben vedere sul corpo della macchina fotografia è visibile un segno, “fi” dell’alfabeto greco “Φ”, che indica la posizione del piano focale, cioè della superficie sensibile alla luce del sensore.

IL DIAFRAMMA

E’ un dispositivo che regola la quantità di luce che raggiungerà il piano focale (del sensore o della pellicola). E’ posto tra otturatore e obiettivo.

L’OTTURATORE

E’ un dispositivo che si apre per un tempo di esposizione prestabilito per far entrare la luce. Si trova tra piano focale e diaframma.

L’ESPOSIZIONE

Rappresenta la quantità di luce definita a priori per ampiezza di apertura del diaframma e per il tempo di esposizione che raggiungerà il piano focale. Allo scopo di misurare in stop la quantità di luce definita è montato internamento un esposimetro ed un grafico a monitor scalare per decidere l’esposizione corretta. Si definisce sovraesposta una immagine con maggiore quantità di luce e sottoesposta un’immagine con luce minore o scarsa.

IL SELETTORE ISO

Si parla di ISO con le tecnologie digitali, con la pellicola dobbiamo invece usare il termine ASA. Nel mondo dell’analogico ogni pellicola era stata progettata per e tarata per essere ricettiva per una determinata sensibilità alla luce. Di conseguenza aumentando o diminuendo tale quantità di luce si creavano le giuste esposizioni, le sovraesposizioni o sottoesposizioni. Per tale scopo e per compensare gli spot mancanti serviva il selettore di sensibilità consistente in una rotellina con una scala. Vedremo in seguito maggiori dettagli.

Nel mondo digitale le macchine moderne ripropongo il selettore sia a menu sia con piccola ghiera per la sua regolazione.

LO SPECCHIO

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Le Reflex devono il loro nome al priorio sistema di gestione della luce per la raccolta dell’immagine; SLR,cioè Single Lens Reflex, indica in efeftti il sistema di riflessione combinata dello specchio e del pentaprisma.

Lo specchio che è posto a 45° rispetto al piano focale riflette l’immagine proveniente dall’obiettivo e la invia in alto al pentaprima affinché un osservatore possa vedere l’immagine prima dello scatto e comporla come di suo gradimento.

Durante lo scatto lo specchio si solleva e chiude in alto l’apertura al pentaprisma impedendo alla luce di scendere dal mirino e raggiungere il piano focale. Qui deve arrivare solo la luce proveniente dall’obiettivo.

Lo specchio rappresenta uno dei pochi meccanismi che limitano la completa digitalizzazione della macchina fotografica. Si tratta di meccanismi molto delicati e soggetti a rotture per cui è bene tenerne conto. Il movimento può dar luogo anche a piccole vibrazioni traducendosi in micromosso nell’immagine.

IL PENTAPRISMA

Il pentaprisma ha il compito di aggiustare l’immagine che altrimenti presenterebbe i lati destro e sinistro invertiti.

La luce riflessa dallo specchio, che era entrata dall’obiettivo, raggiunge il pentaprisma dal basso. Rimbalzando, cioè riflettendosi sulle due faccie interne viene capovolta orizzontalmente (cioè si scambia la destra con la sinistra) e raggiunge il mirino da dove l’osservatore può vsionare l’immagine raddrizzata.

La presenza del pentaprisma richiede un volume importante e proporzionale alle dimensioni del sensore che determina la grandezza del pentaprisma, pertanto è sembre ben visibile nelle reflex con un volume, nella parte superiore e centrale, che lo contiene.

GLI OBIETTIVI

Degli obiettivi si parlerà ampiamente nelle lezioni dedicate all’argomento. Qui ci interessa comprendere che in un sistema reflex è intercambiabile e ne esistono in commercio numerose tipologie per usi e fascia di prezzo. Tentiamo qui una prima classificazione di due elenchi che vedranno poi arricchirsi con molti aspetti.

In base alla Lunghezza Focale:

  • Grandangoli
  • Normali
  • Teleobiettivi

In base alla versatilità:

  • A lunghezza focale fissa
  • A lunghezza focale variabile (zoom)

Rimandiamo alle lezioni mirare la trattazione più analitica ma qui vogliamo chiarire almeno il concetto di Lunghezza Focale attraverso una prima semplice definizione rimandando lo studente ad approfondire i temi basilari dell’ottica nella sezione dedicata. In un sistema di lenti che inizialmente ipotizziamo formato da una sola lente  concava il centro focale è in punto in cui convergono i raggi paralleli che si rifrangono su di essa. La Lunghezza focale è la distanza di tale punto dal centro ottico della lente determinata dalla convessità della lente.

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IL FLASH

Qui ci riferiamo al Flash integrato nel corpo macchina di una Reflex. La fascia prosumer ne dispone, ma non le Full Frame come la serie Reflex EOS 5D della Canon. Il Flash integrato è particolarmente utile per risolvere al volo situazioni di scatto con scarsa luminosità, in scatti in cui è necessaria una luce di schiarita come quelle foto scattate in pieno giorno e in situazioni di controluce per bilanciare il rischio silouette: ovvero la sagoma scura o nera del soggetto riprese contro la fonte luminosa. Ci soffermeremo più a fondo sul tema nelle lezioni di approfondimento.

Il Flash integrato si attiva automaticamente con la modalità Automatica, altrimenti si attiva con il pulsante posto appena sotto lo stesso. L’attivazione del flash provoca l’apertura del piccolo vano che lo contiene poso sopra il pentaprisma.

Per approfondimento si vedano gli argomenti:

  • Flash a slitta
  • Flash esterno
  • Luce continua
  • Il Drimmer

LE MEMORIE

La memoria su cui si registrano i file fotografici e i file video registrati con la fotocamera sono in genere SD, e CF per le Canon di fascia alta. Sono capienti e molto veloci, ma all’acquisto bisogna stare attenti alle caratteristiche che ne determinano performance e costi. Si inseriscono in comodi slot protetti e consentono il salvataggio di file anche in duplicato per garanzia di conservazione.

Il formato con cui vengono salvati i file sono diversi e dipendono dalle aziende produttrici, per i formati fotografici abbiamo:

  • CR2 e Jpg per Canon
  • NEF e Jpg per Nikon
  • ARW e Jpg per Sony

per i formati video abbiamo:

  • MOV per Canon
  • MOV, MP4 per Nikon
  • MTS, per Sony e Panasonic
  • DNG per Adobe

Per approfondimento si veda:

  • Formati File
  • Formati file Compressi
  • Formati file Contenitori
  • Formati file Grafici
  • Formati file fotografici RAW
  • Formati file Video
  • Formati file Audio
  • Compressor di Apple
  • Encoder di Adobe
  • Convertitori di terze parti

LA GHIERA PER LA MODALITA’ DI SCATTO

La ghiera di modo è posta in alto sul corpo macchina e presenta una ruota con posizioni di scatto. Vediamo come la Canon indica le sue per i seguenti modelli:

Canon EOS D400  

é posizionata a destra del pentaprisma e sono:

  • A-DEF
  • M
  • Av
  • Tv
  • P
  • A
  • Ritratto
  • Panorama
  • Macro
  • Sport
  • Ritratto Notte
  • Flash Spento

CANON EOS 5D Mark III

è posizionata a sinistra del pentaprisma e sono:

  • C3
  • C2
  • C1
  • Bulb
  • Manuale
  • Priorità di Apertura
  • Priorità di Tempi
  • Programm
  • Automatico

Di seguito tratteremo brevemente della modalità Automatica, ma parleremo più avanti più ampiamente delle principali modalità che offrono maggiore espressività:

  • Priorità di Apertura (Modalità semi automatica)
  • Priorità di Tempi  (Modalità semi automatica)
  • Programm  (Modalità semi automatica)

L’ESPOSIMETRO

Chi inizia potrebbe fare un po’ di fatica a comprendere questa tecnologia che si fa carico di calcolare la giusta quantità di luce necessaria per un corretto bilanciamento della luce, cioè affinché venga restituita una foto non troppo scura (sottoesposta) o non troppo chiara (sovra esposta).

Se stiamo scattando in modalità manuale (M) o semiautomatica (Av, Tv o P) dobbiamo anche leggere i valori dell’Esposimetro per compensare la quantità di luce necessaria. Nella Modalità Automatica (A) questo non è necessario perché se ne occupa il programma interno prescelto, se necessario lo attiva e ne regola il dosaggio di luce necessaria.

E’ bene tener presente però che la luce che viene misurata è di due tipi: Incidente e Riflessa. Vediamo brevemente alcune due definizioni.

  • Incidente, si dice quella che colpisce e illumina il nostro soggetto. L’esposimetro – ovviamente esterno alla fotocamera – si dovrà posizionare sul soggetto stesso.
  • Riflessa, di dice quella che viene riflessa dal soggetto e raggiunge il sensore dell’esposimetro, in questo caso generalmente quello interno alla videocamera.

Dopo la lettura, che generalmente la fotocamera rileva con la pressione a metà del pulsante di scatto, si sceglie la migliore combinazione di apertura del diaframma/e lunghezza dei tempi.

  • Si veda per approfondire circa il tema dell’Esposimetro i seguenti temi:
    • Interno
    • Esterno

Ancora si dovrà considerare la diversa modalità di lettura, avremo:

  • Spot: si dice quella che misura l’esposizione in un punto esatto, ignorando tutto il resto.
  • Media pesata al centro:  si dice quella effettua da una lettura dell’intera scena ma da “più peso” alla parte centrale.
  • Valutativo: si dice quella che calcola il valore di luce medio all’interno della scena ovvero, fa una media di tutti i valori di ogni cella che compone la matrice.

IL DISPALY

Una volta era il mirino, ora le fotocamere dispongono di comodi e ampi display fissi o basculanti o addirittura snodati. A volte si fa anche uso di Display esterni di particolare pregio che restituiscono immagini di grande qualità.

 

  • Il Display
  • La Slitta
  • La ghiera delle Diottrie
  • Commutatore di modo Foto/Video
  • Il Microfono
    • Interno
    • Esterno
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